Negli ultimi anni la cucina giapponese ha vissuto un vero e proprio boom nel nostro Paese: basta notare l’incremento di ristoranti, sia alla carta che all you can eat, segno che i piatti tradizionali nipponici hanno conquistato il cuore di chiunque.

In particolare hanno riscosso successo gli onigiri, polpette di riso di forma triangolare tradizionalmente preparati con salmone e alga. La parola onigiri significa “tenere nelle mani”; si tratta infatti di una pietanza che viene per lo più consumata fuori casa, una merenda da portare a scuola così come uno snack per una pausa dal lavoro.

Prepararli in casa è davvero semplicissimo, vediamo subito come fare.

La ricetta tradizionale degli onigiri

 

 

Per fortuna ormai è abbastanza facile trovare ingredienti etnici, sia nei piccoli negozi di alimentari giapponesi si presso la grande distribuzione. Se vuoi preparare gli onigiri per 4 persone avrai infatti bisogno di 250 grammi di riso per sushi e un foglio di alga nori, oltre a 120 grammi di salmone (crudo o al vapore).

Metti il riso in una pentola e aggiungi 300 ml d’acqua; una volta raggiunto il punto di ebollizione, fai cuocere a fuoco basso per 12 minuti con il coperchio. Fai raffreddare a temperatura ambiente tenendo la pentola coperta con uno strofinaccio. 

Una volta che il riso avrà raggiunto una temperatura tale da essere manipolato senza il rischio di scottarti, prendine un pugnetto e crea un incavo al centro. Riponi qui un pezzettino di salmone e richiudi il tutto, cercando di dare la tipica forma triangolare. Quest’operazione potrebbe richiedere un po’ ti tempo, ma una volta acquisita la manualità sarai più che veloce! Segnaliamo che in alcuni negozi giapponesi vendono gli stampi, non solo triangolari ma dalle forme più disparate.

A questo punto dobbiamo occuparci dell’alga. Dopo averla tagliata a strisce larghe circa due dita, la immergiamo qualche istante in una ciotola con l’acqua; le strisce devono essere poi posizionate alla base del nostro triangolo, in modo da poter afferrare l’onigiri senza sporcarsi e senza “rompere” la polpetta.

Non obbligatorio è l’utilizzo di qualche goccia di salsa di soia o del sesamo tostato a preparazione ultimata per insaporire ulteriormente il riso.

Polpette giapponesi: le varianti

 

 

Abbiamo proposto il ripieno tradizionale, che è appunto costituito da salmone, ma esistono numerose varianti così da andare incontro a qualunque gusto.

Anzitutto puoi provare tonno e maionese, o tonno e piselli, quest’ultima opzione indicata anche ai più piccoli e a chi è restio alla cucina orientale. Proprio pensando ai bambini, può essere utile sapere che in Giappone viene loro preparato un onigiri, potremmo dire, basic: solo riso, senza ripieno, e un pizzico di sale sulla punta. Un pasto leggero e salutare, ideale anche per chi sta seguendo una dieta ipocalorica.

Molto famosa in giappone è la versione con le prugne umeboshi, prugne salate e dal sapore deciso; difficile reperirle in Italia, ma andranno benissimo anche quelle nostrane!

Per quanto riguarda l’esterno, abbiamo detto che spesso viene utilizzato il sesamo tostato. Un’alternativa è quella di preparare il furikake, una polvere derivata da pesce o carne essiccati ma anche da verdure, ottima per insaporire qualunque tipo di riso e preparazione.

 

Yaki-onigiri: la variante alla piastra

 

Gustosissimi ma un pelo più elaborati, gli yaki-onigiri sono onigiri cotti alla piastra. La preparazione del riso è un po’ diversa dai quelli tradizionali; vanno infatti aggiunto al riso la salsa di soia, acqua e semi e olio di sesamo. Attenzione alle quantità, si tratta semplicemente di inumidire appena il riso, altrimenti l’eccesso di liquidi potrebbe rendere lo yaki-onigiri poco compatto, con conseguente difficoltà a dare la forma.

Dopo aver modellato il riso, cuoci i tuoi yaki-onigiri in una padella antiaderente ben calda: in pochi minuti si formerà una leggera crosticina, segno che sono pronti. Spennella con un velo di salsa di soia et voilà, una deliziosa merenda alternativa è pronta per essere assaporata con sottaceti o verdura fresca.

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